Fabio Campese

Il politico

Bari, 24 Novembre 2019

Primo Convegno d’autunno per Italia Liberale Cristiana

Bari, 04 Settembre 2020

1° Anniversario dalla Fondazione di Italia Liberale Cristiana


Dalla curiosità all’impegno…

In tempi recenti venni più volte invitato a Roma da un senatore, che in precedenza già avevo sostenuto in una campagna elettorale, e che voleva la mia partecipazione a qualche riunione di un partito politico.

Accettai di andare solo dopo diversi rifiuti per motivi lavorativi. In ogni caso, i plurimi inviti ricevuti dal senatore mi facevano comunque piacere, sebbene io non intendessi impegnarmi politicamente.

Stavo bene – pensavo infatti – e peraltro non mi piaceva la politica, né nutrivo fiducia nei politici e tantomeno nei partiti politici.
Brutto da dire ma credo di non poter esser biasimato.

Andai a Roma, comunque, e presenziai all’incontro, durante il quale facevo di tanto in tanto qualche domanda per meglio capire il pensiero e la visione politica del Senatore. Feci anche uno o due interventi, non ricordo, ed ebbi la sensazione di esser ascoltato con attenzione.

C’erano persone di lunga esperienza politica attorno a me, di comprovato impegno politico persone che sapevano il fatto loro, che erano aggiornatissimi mentre io mi sentivo un novellino quasi fuori luogo.

Il Senatore parlava di una posizione politica centrale, indipendente, laica ma improntata ai valori universali propri della cristianità, e così la sua visione e il suo progetto – per me che sono cristiano e anche puntualmente praticante – mi piacquero e mi convinsero.

A poco a poco, dentro di me sentivo di voler sostenere le sue idee seppur senza sapere personalmente da dove dovessi iniziare. Giungemmo quindi alla conclusione dei lavori, quando il Senatore chiese chi fosse interessato ad assumere l’incarico di responsabile nei diversi settori di intervento. Alcuni si proposero e il senatore prendeva nota. Ma io non dissi nulla, non mi sentivo portato per alcun ruolo e, da ultimo arrivato, preferivo ascoltare.

Del resto mi trovavo a Roma per l’invito ricevuto, non certo per una mia ambizione, ritenendo di poter poi tutt’al più limitarmi a sostenere il candidato propostomi ma certamente senza alcuna intenzione di impegnarmi personalmente.

Alla fine della riunione di vertice, invece, il Senatore, con mia grande sorpresa, mi chiese di assumere un ruolo impegnativo e di rilievo nel partito al che io rimasi stupito e interdetto, poiché non mi sentivo la stoffa per fare il politico, non avevo esperienza politica, non avevo idea di come far politica per di più c’erano attorno a me persone di ben altro spessore.

Lo guardai dritto negli occhi esitando e mi intrattenni qualche attimo di fronte a lui prima di parlare poi lo ringraziai ma, in tutta umiltà, dissi che mi sentivo la persona meno opportuna a ricoprire quell’incarico.

Il senatore comunque ribadì di volermi affidare quell’incarico nel partito, dicendo che solo ove io non avessi accettato, si sarebbe rivolto agli altri del gruppo.

Timidamente quindi mi dichiarai disponibile a cercare di fare del mio meglio… chiedendogli però di starmi vicino, proprio per la mia inesperienza. Poco dopo, però, senza darlo a vedere, iniziavo a pormi mille dubbi ed interrogativi.

La figura del Senatore tempo addietro era stata un po’ chiacchierata, il partito era strutturato sul territorio nazionale ma in piena fase di ricostruzione e riorganizzazione, c’era da lavorare molto, senza beneficiare di nulla…

Mi ritirai quindi quattro giorni in completo silenzio e solitudine al santuario francescano di La Verna ad Arezzo, dove pregai Iddio di aiutarmi a capire, a decidere, pregandolo di guidarmi nelle scelte.

Quell’esperienza fu per me una rivoluzione, una emozione continua, uno sconvolgimento positivo.
Tra tante situazioni che si verificarono, ricordo di aver visitato il mercatino dell’usato con libera offerta in sostegno alle missioni. Prima di andarmene volevo fare una offerta ma non intendevo acquistare cianfrusaglie e così chiesi se avevano libri. Ce n’era uno solo e lo “comprai” facendo la mia piccola donazione. Era un testo di Don Tonino Bello dal titolo “il Vangelo del coraggio – riflessioni sull’impegno Cristiano nel servizio sociale e nella politica”. Non era un caso, pensai.

Nella mia stanzetta di tre metri per tre, prima di dormire riuscivo a leggere qualche pagina che via via mi convinceva ad impegnarmi su quell’inizio di percorso su cui il caso (a cui non credo) o, preferisco dire, la Provvidenza, mi avevano collocato.

In particolare, ricordo un passaggio che recitava “Ci vengono meno le grandi passioni… lo scetticismo prevale sulla speranza” e, tra tanti altri, un altro passo recitava “non si tratta di fare delle cose, ma di fare delle scelte…”

È così io feci la mia.
E da allora tra tante cose che faccio, mi dedico alla politica – dico meglio, alla politica ed al sociale – come Don Tonino Bello la intendeva, ossia come vocazione come missione.

Intendiamoci non ve la vengo a raccontare in altre parole, avevo già il mio lavoro, le mie figlie, i miei hobby e tanti buoni amici avevo anche il mio credo religioso, la mia fede, i miei principi e valori e la politica per questo non mi interessava, né sono personalmente affetto da arrivismo o protagonismo. Stavo bene, con le difficoltà di tutti, con i problemini quotidiani come tutti, ma stavo bene.

Per questo, forse, riuscivo a cogliere in quell’occasione il momento di iniziare ad impegnarmi a far qualcosa. Per questo superai il torpore di chi non vuol fare ma si lamenta, di chi vede il mondo con un velo di delusione e compassione e si sente debole e solo, e decisi così di impegnarmi a fare, non soltanto a dire. Ed era questo – a pensarci bene – il motivo per cui tempo addietro, partecipai ad un corso di democrazia organizzato dalla Diocesi.

Fu così che iniziai a parlare con amici fidati, iniziai a voler capire, partecipando ad eventi, e iniziai a dare il mio contributo a iniziative politico-sociali. E così, da un po’ di tempo mi rendo operoso, cercando di comunicare una buona volontà, un retto modo agire, un sereno modo di operare e dialogare. Sono e sarò sempre a disposizione di chi ha perso la fiducia, di chi vuole portare avanti una idea e, per quel che posso e potrò, anche cerco e cercherò sempre di aiutare chi ha bisogno di esser tutelato, di sostenere e coadiuvare chi già si impegna in iniziative meritevoli.

Ero certo che, da solo, non potevo far molto, avevo bisogno di persone brave, buone e volenterose che volessero starmi vicino in questa strada di lento miglioramento della res publica, del modo di comunicare e di confrontarsi, dei rapporti umani, attraverso il dialogo sereno e costruttivo e con lo strumento dell’umiltà.

E così è stato che un piccolo gruppo di amici, di diversa età, professione e – se vogliamo – status, ha deciso di avviare con me questo percorso per cercare di cambiare il modo di fare politica, di vedere la politica e, attraverso questa visione, per cercare di cambiare qualcosa se non per noi, almeno per i nostri figli.
Senza comprare i voti e senza fare promesse.

Ringrazio pertanto tutte quelle splendide persone che hanno voluto darmi la propria disponibilità ed il proprio impegno in questo progetto persone unite da due sole caratteristiche: essere buone persone, brave persone e volenterose e l’avere dentro di se, in modo laico o anche religioso, quei Valori universali che appartengono alla cristianità…

Ebbene, cari Amici, da un po’ di tempo quel piccolo gruppo iniziale, coeso, determinato, volenteroso, è via via cresciuto parecchio al punto di costituire insieme il 2 Settembre 2019 il movimento ITALIA LIBERALE CRISTIANA di cui sono onorato di esserne il Presidente nazionale.

Grazie.
Fabio Campese

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Avv. FABIO CAMPESE

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